Comune di Albiolo

Tessere per le Ditte

Pubblicata il 06/05/2015

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Avviso per tutte le ditte, sono arrivate le tessere

In allegato il modulo necessario per l’ottenimento, da parte delle ditte dei comuni di Albiolo e Valmorea, della tessera dedicata per l’accesso al Centro di Raccolta.

Si ricorda che è obbligatorio per tutte le ditte e per qualunque tipologia di rifiuto trasportata, possedere l’iscrizione all’albo gestori ambientali e che è necessario compilare per ogni trasporto lo specifico formulario rifiuti. A tal proposito si informa che le specifiche informazioni sulle modalità di iscrizione all'Albo Gestori Ambientali sono reperibili sul sito internet http://www.mi.camcom.it/albo-gestori-ambientali.

Con la sottoscrizione del modulo il richiedente dichiara di avere preso visione del Regolamento del Centro di raccolta differenziata vigente e, in particolare, di essere informato in merito alle seguenti modalità di conferimento dei rifiuti:

1.    A norma dell’art. 184 comma 2 del D.lgs. 152/2006 possono essere conferiti solo i rifiuti che per qualità e quantità sono assimilati agli urbani;
2.    Le quantità e tipologie di rifiuti conferibili sono quelle definite dall’art. 7 del Regolamento e dal relativo allegato B ;
3.    Non possono essere conferiti rifiuti pericolosi;
4.    I rifiuti devono essere accompagnati dal formulario di identificazione dei rifiuti (D.lgs. n. 22 del 05.02.1997), che deve essere compilato in ogni sua parte a cura Ditta conferente. Pertanto alla Ditta sprovvista del formulario di identificazione dei rifiuti non sarà consentito lo scarico.

La tessera rilasciata, a norma dell’art. 4 del Regolamento, è personale e non cedibile.

Per ulteriori info rivolgersi presso l'Ufficio Tecnico - Dott. Arch. Grossi Stefano - ufficio.tecnico@comune.albiolo.co.it
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NOTE

Art. 7 del Regolamento:
“Le utenze non domestiche non possono conferire il sabato. I materiali conferiti non devono superare complessivamente le quantità di 2 metri cubi per settimana. Non è ammesso il conferimento di rifiuti speciali (da attività produttive) non assimilati a quelli urbani, come gli scarti di lavorazione: in particolare materiali inerti per le ditte edili, scarti vegetali per quelle florovivaistiche, vernici per tintorie e carrozzerie, ecc. (vedi allegato B, paragrafo B, punto 3). Il gestore verificherà prima dello scarico dei rifiuti il rispetto di quest’ultima disposizione da parte delle aziende.”

Allegato B del Regolamento:
A.    CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI
In base alla normativa vigente (D.lgs. 152/06) i rifiuti vengono classificati:
secondo l’origine in: Rifiuti urbani  e Rifiuti speciali
secondo le caratteristiche di pericolosità in: Rifiuti pericolosi e non pericolosi.
Tutti i rifiuti sono identificati da un codice a sei cifre. L'elenco dei codici identificativi (denominato CER 2002 e allegato alla parte quarta del D.lgs. 152/06) è articolato in 20 classi: ogni classe raggruppa rifiuti che derivano da uno stesso ciclo produttivo. All'interno dell'elenco, i rifiuti pericolosi sono contrassegnati da un asterisco.
Rifiuti urbani
Il comma 2 dell’articolo 184 del D.lgs. 152/06 stabilisce che sono rifiuti urbani:
a) i rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione; 
b) i rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli di cui alla lettera a), assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità; 
c) i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade; 
d) i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d’acqua; 
e) i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali; 
f) i rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni nonché gli altri rifiuti provenienti da attività cimiteriale.
Rifiuti speciali
Il comma 3 dell’articolo 184 del D.lgs. 152/06 stabilisce che sono rifiuti speciali:
a) i rifiuti da attività agricole e agro-industriali; 
b) i rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti pericolosi che derivano dalle attività di scavo, fermo restando quanto disposto dall'articolo 186; 
c) i rifiuti da lavorazioni industriali, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 185, comma 1, lettera i); 
d) i rifiuti da lavorazioni artigianali; 
e) i rifiuti da attività commerciali; 
f)  i rifiuti da attività di servizio; 
g) i rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi; 
h) i rifiuti derivanti da attività sanitarie; 
i) i macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti; 
j) i veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti; 
k) il combustibile derivato da rifiuti; 
l) i rifiuti derivati dalle attività di selezione meccanica dei rifiuti solidi urbani.
Rifiuti pericolosi e non pericolosi
Secondo il D.lgs. 152/06 (art. 184, comma 5), sono rifiuti pericolosi quelli contrassegnati da apposito asterisco nell’elenco CER2002. 
In tale elenco alcune tipologie di rifiuti sono classificate come pericolose o non pericolose fin dall’origine, mentre per altre la pericolosità dipende dalla concentrazione di sostanze pericolose  e/o metalli pesanti presenti nel rifiuto. 
Per "sostanza pericolosa" si intende qualsiasi sostanza classificata come pericolosa ai sensi della direttiva 67/548/CEE e successive modifiche: questa classificazione è soggetta ad aggiornamenti, in quanto la ricerca e le conoscenze in questo campo sono in continua evoluzione.
I "metalli pesanti" sono antimonio, arsenico, cadmio, cromo (VI), rame, piombo, mercurio, nichel, selenio, tellurio, tallio e stagno: possono essere presenti sia puri che, combinati con altri elementi, in composti chimici.

B.    TIPOLOGIE DI RIFIUTI ATTUALMENTE CONFERIBILI PRESSO IL CENTRO DI RACCOLTA DIFFERENZIATA.

1.    RIFIUTI URBANI NON PERICOLOSI (PROVENIENTI DA UTENZE DOMESTICHE):
a.    ingombranti
b.    plastica 
c.    metallo 
d.    imballaggi in vetro e lattine
e.    carta e cartone
f.    legno 
g.    rifiuti biodegradabili (sfalci del verde)
h.    inerti – rifiuti misti dell’attività di demolizione, provenienti da abitazioni proprie di privati cittadini (cemento, mattonelle, mattoni, ceramiche), derivanti da interventi di manutenzione ordinaria, non soggette ad alcuna pratica edilizia.

2.    RIFIUTI URBANI PERICOLOSI, PROVENIENTI DA UTENZE DOMESTICHE 
a.    accumulatori al piombo [batterie di autoveicoli] 
b.    scarti di olio minerale per motori
c.    oli e grassi commestibili
d.    frigoriferi ( RAEE 1) 
e.    pile 
f.    medicinali  scaduti 
g.    tubi fluorescenti ( neon – RAEE 5) 
h.    televisori e monitor  (RAEE 3)
i.    Lavatrici e lavastoviglie (RAEE 2)
j.    Piccoli elettrodomestici (RAEE 4)
k.    Vernici , prodotti e relativi contenitori etichettati con i simboli “T” [tossico] e/o “F” [infiammabili] 
l.    Bombolette spray

3.    Sono altresì ammessi, i seguenti RIFIUTI SPECIALI NON PERICOLOSI, assimilati a quelli urbani per tipologia e quantità, provenienti da attività artigianali, agricole, commerciali e di servizi (utenze non domestiche):
a.    ingombranti 
b.    plastica 
c.    imballaggi in vetro e lattine
d.    carta e cartone 
e.    legno
f.    metallo
g.    tutti i rifiuti di tipo RAEE (vedi punto 2)

D.lgs. n. 22 del 05.02.1997, art. 15 (Trasporto dei rifiuti):

comma 1. Durante il trasporto effettuato da enti o imprese i rifiuti sono accompagnati da un formulario di identificazione dal quale devono risultare, in particolare, i seguenti dati:
a) nome ed indirizzo del produttore e del detentore;
b) origine, tipologia e quantità del rifiuto;
c) impianto di destinazione;
d) data e percorso dell'istradamento;
e) nome ed indirizzo del destinatario.

comma 2. Il formulario di identificazione di cui al comma 1 deve essere redatto in quattro esemplari, compilato, datato e firmato dal detentore dei rifiuti, e controfirmato dal trasportatore. Una copia del formulario deve rimanere presso il detentore, e le altre tre, controfirmate e datate in arrivo dal destinatario, sono acquisite una dal destinatario e due dal trasportatore, che provvede a trasmetterne una al detentore. Le copie del formulario devono essere conservate per cinque anni.

      Art. 4 Regolamento:
L’accesso al Centro è consentito attraverso un sistema di sbarre apribili mediante lettura di apposita tessera magnetica. La tessera, che è personale e non cedibile, consente di rilevare e gestire le seguenti informazioni: generalità dell’utente, data e ora del conferimento.

Allegati

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Allegato Richiesta tessere ditte (1).doc 174 KB
Allegato REGOLAMENTO.pdf 178.33 KB


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